TERAMO NOSTRA

 

 

 

 

Associazione Culturale

 

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Vedi la scheda sul Teatro Romano di Teramo 

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Vedi la scheda sull'Anfiteatro Romano di Teramo 

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Il teatro romano fu costruito nei primi anni del II secolo, sotto l'imperatore Adriano. Nel Medioevo il teatro è stato vittima di innumerevoli manomissioni e saccheggi e con il materiale ricavato sono stati costruiti mura di case e parti dell'attuale cattedrale, ma nonostante ciò il teatro di Teramo è ancora considerato il più interessante e il meglio conservato tra i teatri del Piceno. Le parti restanti del teatro, che emergono a tre metri e mezzo sotto il livello stradale, testimoniano l'ampiezza della struttura, poiché il perimetro della cavea era formato da una successione di venti arcate di travertino delle quali due sono tuttora visibili. Durante gli scavi fu rinvenuta anche una statua femminile in marmo greco che ora è attualmente esposta nella pinacoteca civica.

TERAMO NOSTRA si batte da molto tempo per l'ultimazione di un progetto di riscoperta archeologica del Teatro Romano, che passa attraverso la demolizione dei palazzi Adamoli e Salvoni che insistono sull'area, un progetto nato molti decenni fa e mai ultimato, avendo trovato nel tempo numerosi avversari, palesi o occulti.

 

 

 

 

   

Il previsto abbattimento del Palazzo Adamoli, necessario per riscoprire i resti del Teatro Romano di Teramo, dell'antica INTERAMNIA ha numerosi avversari, mossi alcuni da scarsa conoscenza e altri da occulti interessi. Ogni volta che sono ripresi i lavori di abbattimento di un palazzo che va in ogni modo considerato una superfetazione rispetto al teatro romano, il cui valore storico e archeologico è indubitabile, ci si è trovati di fronte al tentativo, più o meno palese, di effettuare un abbattimento parziale, fino ad arrivare ad un vero e proprio consolidamento del fabbricato.

Documentazione fotografica relativa all'inizio dei lavori di

abbattimento del palazzo Adamoli nel 2007.

 

 

Documentazione fotografica relativa

alla mancata visita del Ministro dei Beni Ambientali Sandro Bondi del 17 giugno 2010

 

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